L’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi climatici estremi sta modificando in modo sostanziale il quadro del rischio urbano. Nei centri storici, questa trasformazione è particolarmente critica: morfologie compatte, edifici stratificati, funzioni miste e spazi pubblici complessi rendono la valutazione del rischio alluvionale un problema multidimensionale.
Non si tratta soltanto di modellare la pericolosità idraulica. Il nodo reale è comprendere come hazard, vulnerabilità edilizia ed esposizione degli utenti interagiscano tra loro all’interno di un sistema urbano consolidato.
Il nostro recente lavoro si colloca esattamente in questo spazio: propone un workflow integrato che combina GIS, BIM e VR per costruire una piattaforma informativa coerente a supporto della gestione del rischio in centri storici soggetti a esondazione fluviale.
La complessità dei centri storici
A differenza delle espansioni urbane contemporanee, i centri storici presentano caratteristiche che amplificano le criticità:
- tessuti edilizi densi e morfologicamente irregolari;
- eterogeneità costruttiva e strutturale;
- sovrapposizione di funzioni residenziali, commerciali e turistico-culturali;
- dinamiche di occupazione variabili nel tempo e nello spazio.
Queste condizioni rendono difficile applicare modelli di analisi standardizzati. La scala urbana è necessaria per comprendere la distribuzione della pericolosità; la scala edilizia è indispensabile per valutare la vulnerabilità; la scala d’uso è fondamentale per stimare l’esposizione reale.
Senza un’infrastruttura informativa capace di connettere queste scale, il rischio viene frammentato in analisi parziali.
Un approccio multi-scalare integrato
Il workflow proposto si fonda su una logica multi-scalare che collega:
- analisi macro del costruito urbano attraverso GIS;
- modellazione meso di isolati e spazi aperti selezionati tramite BIM;
- simulazione e comunicazione immersiva attraverso ambienti VR.
L’obiettivo non è sovrapporre strumenti, ma costruire un ecosistema digitale nel quale ciascun ambiente contribuisca a una comprensione integrata del rischio.
Un elemento chiave dell’approccio è l’adozione di una struttura tipologica: le caratteristiche dei casi reali vengono astratte in cluster rappresentativi, consentendo di trasferire conoscenza tra porzioni diverse del tessuto urbano e di costruire scenari comparabili.
Il sistema sviluppato consente di identificare aree prioritarie sulla base delle caratteristiche costruttive e dei pattern di occupazione, esplorare scenari differenziati di impatto, supportare modellazioni più specialistiche – come hazard modelling ed evacuation simulation – e utilizzare ambienti immersivi per attività di formazione e comunicazione del rischio. Il passaggio decisivo non è tuttavia la sola produzione di modelli, ma la trasformazione di dati eterogenei in scenari operativi, attraverso un lavoro esplicito di strutturazione e trasferimento dell’informazione tra livelli diversi di analisi.
Caso studio
Il workflow è stato testato su un centro storico dell’Italia centrale esposto a rischio di esondazione fluviale, dimostrando come l’integrazione tra GIS, BIM e VR permetta di mettere in relazione dataset e processi che nella pratica corrente vengono affrontati separatamente: analisi idrauliche, valutazioni di vulnerabilità edilizia e studi sull’esposizione degli utenti possono così convergere in una piattaforma coerente. Il risultato non è soltanto una rappresentazione più articolata del rischio, ma la costruzione di una base informativa strutturata a supporto di decisioni più consapevoli.
In questa prospettiva, il contributo del lavoro va oltre la modellazione e riguarda il trasferimento tecnologico verso stakeholder tecnici e amministrativi. Le tecnologie digitali generano valore solo quando diventano strumenti effettivamente integrati nei processi decisionali; ciò richiede chiarezza sugli obiettivi operativi, definizione esplicita delle domande a cui il sistema deve rispondere e attenzione alla fruibilità delle informazioni da parte di attori diversi. La resilienza urbana non dipende esclusivamente dalla qualità delle simulazioni, ma dalla capacità di connettere competenza tecnica e responsabilità decisionale all’interno di un quadro informativo coerente.
Mariella De Fino, Gabriele Bernardini, Caterina Alighieri, Riccardo Tavolare, Enrico Quagliarini, Fabio Fatiguso, Flood risk management in historic centres: A scalable typological framework integrating GIS, BIM and VR, International Journal of Disaster Risk Reduction,Volume 135, 2026,106031,ISSN 2212-4209,
https://doi.org/10.1016/j.ijdrr.2026.106031.
(https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2212420926000439)