Azure Spatial Anchors è il sistema, sviluppato in casa Microsoft, che consente agli sviluppatori di creare APP orientate alle tecnologie AR (augumented reality).

Il sistema è compatibile con la maggior parte delle librerie che attualmente consentono l’utilizzo di APP in AR, come Microsoft HoloLens, i dispositivi iOS che supportano le ARKi e i dispositivi Android che supportano ARCore.
Azure Spatial Anchors permette di “riconoscere” nello spazio circostante dei punti di interesse (Anchor Points) che, tramite opportuna SDK, possono essere richiamati in fase di esecuzione di codice per creare l’effetto immersivo proprio delle esperienze AR.

In particolare, questi Anchors Points possono essere utilizzati per sviluppare esperienze AR/MR condivise fra più utenti. Infatti una dei maggiori vantaggi di questi algoritmi di target è quello di riuscire a creare un work-sharing di coordinate che consente a più utenti con dispositivi AR/MR di “vedere” gli stessi oggetti 3D collocati nello stesso spazio reale, esattamente nelle stesse posizioni.

Gli Anchor Location vengono salvati in remoto (l’esperienza necessita del collegamento ad Internet) in modo da essere caricati anche da più utenti quando si trovano in prossimità del luogo ripreso. Gli oggetti 3D invece vengono visualizzati in “locale” dall’APP sul proprio dispositivo.
Il salvataggio degli Anchor Location è effettuato tramite l’elaborazione di una sorta di nuvola di punti (sparse cloud), garantendo quindi privacy e anonimato in termini spaziali dei luoghi ripresi.

Come normalmente avviene anche per i dispositivi di rilievo digitale LIDAR o per la fotogrammetria, la creazione di queste sparse points e quindi l’accuratezza del posizionamento degli Anchor Location è fortemente variabile e dipendente dalle condizioni:

  • luminosità dell’ambiente (se varia la luminosità rispetto al posizionamento il dispositivo può avere difficoltà nel riconoscere e quindi posizionare gli Anchor Location);
  • staticità degli oggetti (se posizioniamo un Anchor su un oggetto mobile, ovviamente non verrà ritrovato dal dispositivo nella stessa posizione);
  • la modifica dei sensori e/o dispositivi utilizzati (se posiziono un oggetto usando ad esempio gli Hololens e poi visualizzo lo stesso ambiente con un tablet Android, si possono generare delle incongruenze causate dalla differente risoluzione e capacità ottica del sensore).

Al momento gli Anchors Points sono settati via software e non è possibile programmare il loro posizionamento esternamente (ad esempio tramite coordinate GPS)

Si consideri che il supporto GPS al posizionamento e riconoscimento degli Anchors Points sarà sicuramente implementato per aumentare le potenzialità e l’utilizzo di tale tecnologia in ambito esterno.
Al momento però, i dispositivi come gli Hololens non hanno un sensore GPS integrato e quindi non potrebbero sfruttare questa futura caratteristica.

Per maggiori informazioni visita il sito: https://docs.microsoft.com/en-us/azure/spatial-anchors/