BIM

AI e BIM: non è un’evoluzione tecnologica, è una trasformazione della professione

Per anni il BIM è stato il simbolo della digitalizzazione nel settore delle costruzioni. Ha portato metodo, struttura, controllo informativo. Ha reso i processi più coordinati e tracciabili. Ma ciò che sta accadendo oggi con l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale va oltre un’evoluzione tecnologica: sta modificando la natura stessa del lavoro progettuale.

Il BIM è nato come modello informativo, una rappresentazione digitale ricca di geometria, attributi e relazioni. L’AI introduce una dimensione diversa: non si limita a contenere informazioni, ma le interpreta, le correla, le utilizza per generare ipotesi e simulare scenari. Il modello non è più soltanto un archivio strutturato, ma diventa un sistema interrogabile in linguaggio naturale, capace di supportare decisioni complesse e, progressivamente, di proporre soluzioni.

Oggi l’intelligenza artificiale nei processi BIM svolge soprattutto un ruolo di supporto. Automatizza verifiche, accelera controlli, facilita analisi che prima richiedevano tempo e competenze specialistiche. Tuttavia la direzione è chiara: stiamo passando da strumenti reattivi a sistemi in grado di agire per obiettivi. Questo significa che non ci limiteremo più a chiedere al modello “se” qualcosa è conforme, ma potremo chiedergli “come” raggiungere un risultato entro determinati vincoli.

In questo scenario la questione centrale non è tecnica, ma culturale. Se un sistema è in grado di generare molteplici alternative progettuali in pochi secondi, qual è il ruolo dell’autore? Se una simulazione predittiva suggerisce l’impatto di una scelta lungo l’intero ciclo di vita di un edificio, chi ne assume la responsabilità? L’AI non elimina il progettista, ma lo costringe a ridefinirsi. Il valore non sarà più soltanto nella capacità di modellare correttamente, bensì nella capacità di definire obiettivi chiari, impostare vincoli intelligenti e validare criticamente le soluzioni proposte da sistemi autonomi.

C’è anche un rischio meno evidente. Se il settore utilizza gli stessi modelli linguistici, gli stessi algoritmi e gli stessi framework operativi, la produzione progettuale potrebbe progressivamente convergere verso soluzioni simili. L’intelligenza artificiale può amplificare la creatività, ma può anche standardizzarla. La differenza dipenderà dalla qualità delle domande che sapremo formulare e dalla nostra capacità di governare questi strumenti, non di subirli.

La trasformazione in atto richiede nuove competenze, ma soprattutto una nuova consapevolezza. Il professionista tecnico si trova sempre più a operare in un ecosistema dove modelli informativi, dati in tempo reale e sistemi intelligenti dialogano tra loro. In questo contesto il ruolo umano si sposta verso la supervisione, l’orchestrazione, la mediazione tra logiche deterministiche e logiche probabilistiche. È una posizione più complessa, non più semplice.

Non si tratta soltanto di scenari teorici. In diversi contesti internazionali stanno emergendo casi studio in cui l’integrazione tra AI e BIM ha già prodotto risultati tangibili: modelli predittivi applicati alla manutenzione degli impianti attraverso digital twin, algoritmi di ottimizzazione energetica in fase di progettazione parametrica, sistemi di riconoscimento automatico delle interferenze basati su apprendimento automatico, piattaforme di monitoraggio avanzato che confrontano in tempo reale stato previsto e stato reale del cantiere. Sono sperimentazioni ancora in evoluzione, ma indicano con chiarezza la direzione. L’AI non sostituisce il modello informativo: lo rende un sistema dinamico, capace di apprendere dal dato e di alimentare decisioni più consapevoli lungo tutto il ciclo di vita dell’opera.

Non si tratta di una rivoluzione improvvisa, bensì di una trasformazione silenziosa che sta già incidendo sulle pratiche quotidiane. Considerare l’AI come un semplice strumento aggiuntivo significa sottovalutarne la portata. La vera questione non è se l’intelligenza artificiale diventerà parte integrante del BIM. Lo sta già diventando.

La questione è se saremo in grado di ridefinire il nostro ruolo professionale prima che sia il contesto tecnologico a farlo per noi.

Presentazione Linee guida ScanToBIM

⌛ Manca solo una settimana al webinar gratuito dedicato alla presentazione delle Linee Guida prodotte dal gruppo di lavoro di IBIMI buildingSMART “Scan To BIM”. Questo documento rappresenta uno strumento pratico per professionisti e stazioni appaltanti, facilitando l’acquisizione e implementazione delle nuvole di punti all’interno dei modelli BIM.

📢 Le linee guida rispondono alle esigenze operative, tecniche e normative del settore, permettendo una produzione e gestione delle nuvole di punti che rispecchi i requisiti informativi e i BIM Uses individuati. Grazie a un approccio metodologico basato su parametri analitici e misurabili, il documento aiuta ad analizzare, comprendere e integrare le componenti costruttive per usi specifici.

Destinatari principali:

▪️ Stazioni Appaltanti: per parametri utili alla stesura di bandi con specifiche tecniche precise per il rilievo digitale.
▪️ Operatori e Affidatari: per tecnologie e parametri che assicurino nuvole di punti adatte agli obiettivi di progetto.

📅 Data del Webinar: 21 novembre ore 17.00 – 18.00
🔗iscrizioni: https://lnkd.in/e5aT_KZP

Con:
Lorenzo Nissim
Riccardo Tavolare
Francesca D’Uffizi
Carlo Vivirito
Caterina Montipò

Convegno ScanToBIM al SAIE2024

Convegno “Dalla nuvola di punti al Modello: Innovazione e pratiche nel processo ScanToBIM”

Durante il Convegno si affronteranno i temi legati alla parametrizzazione e progettazione di Rilievi digitali da integrare nei flussi di authoring e coordinamento BIM.
In particolare, l’evento presenterà in anteprima le LINEE GUIDA SCAN-TO-BIM redatte all’interno del GdL ScanToBIM di buildingSMART Italia.

📅 venerdì 11 ottobre 2024 🕜 ore 10:00
❗ Convegno “Dalla Nuvola di Punti al Modello: Innovazioni e Pratiche nel Processo Scan To BIM” – presso 𝘚𝘢𝘭𝘢 𝘈𝘭𝘭𝘦𝘨𝘳𝘦𝘵𝘵𝘰 di BolognaFiere Group

FORUM NAZIONALE SMART INSTALLER

Il 22 Febbraio avrò il piacere di intervenire come relatore all’evento 𝐅𝐨𝐫𝐮𝐦 𝐒𝐦𝐚𝐫𝐭 𝐈𝐧𝐬𝐭𝐚𝐥𝐥𝐞𝐫 𝐁𝐚𝐫𝐢 alla Fiera Del Levante per parlare di 𝑩𝙄𝑴 applicato alla nuova organizzazione del cantiere tecnologico.

Una interessante occasione per riflettere sulle potenzialità metodologiche e sui processi implementativi del BIM all’interno di una filiera delle costruzioni sempre più integrata e orientata al digitale.

📌
22 Febbraio 2024 Centro Congressi Nuova Fiera Del Levante di Bari
Si parlerà di:
✅ Cantiere 4.0 e Impianti 4.0
✅ BIM
✅ Progettazione, realizzazione e gestione delle infrastrutture digitali
✅ e tanti altri temi.

Seminario: 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐄 𝐓𝐄𝐂𝐍𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐄 𝐄 𝐌𝐄𝐓𝐎𝐃𝐈 𝐃𝐈 𝐋𝐀𝐕𝐎𝐑𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐑𝐈𝐋𝐈𝐄𝐕𝐎 𝟑𝐃 𝐈𝐍 𝐀𝐌𝐁𝐈𝐓𝐎 𝐁𝐈𝐌

Il giorno 30 novembre avrò il piacere di partecipare come relatore al seminario formativo sul 𝐑𝐢𝐥𝐢𝐞𝐯𝐨 𝐃𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 e sui processi 𝐒𝐜𝐚𝐧𝐓𝐨𝐁𝐈𝐌 organizzato dall’ 𝑶𝒓𝒅𝒊𝒏𝒆 𝑰𝒏𝒈𝒆𝒈𝒏𝒆𝒓𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑷𝒓𝒐𝒗𝒊𝒏𝒄𝒊𝒂 𝒅𝒊 𝑩𝒂𝒓𝒊 e 𝑨𝒔𝒔𝒐𝒄𝒊𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑹𝒆𝒈𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆 𝑰𝒏𝒈𝒆𝒈𝒏𝒆𝒓𝒊 𝒆 𝑨𝒓𝒄𝒉𝒊𝒕𝒆𝒕𝒕𝒊 𝒅𝒊 𝑷𝒖𝒈𝒍𝒊𝒂 (ARIAP).
Un evento che offrirà l’opportunità di conoscere strumenti e metodologie operative integrate a disposizione dell’ingegneria del costruito e dell’architettura.

❗Seminario: 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐄 𝐓𝐄𝐂𝐍𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐄 𝐄 𝐌𝐄𝐓𝐎𝐃𝐈 𝐃𝐈 𝐋𝐀𝐕𝐎𝐑𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐑𝐈𝐋𝐈𝐄𝐕𝐎 𝟑𝐃 𝐈𝐍 𝐀𝐌𝐁𝐈𝐓𝐎 𝐁𝐈𝐌
📆30 novembre 2023 – ore 14:30
📍Sede OIBA, viale Japigia 184 – Bari

Seminario “Evoluzione del BIM e processo Scan-to-BIM integrato nel flusso di progettazione”

Seminario in modalità FAD organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della provincia BAT

Programma:

  • ore 15:00 Registrazione partecipanti
  • ore 15:30 Saluti di benvenuto
    (Ing. Antonia Cascella, Presidente Ordine degli Ingegneri BAT)
  • ore 15:45 L’evoluzione delle metodologie BIM in Italia: normativa, processi, strumenti e certificazioni
    (Ing. Domenico Spanò, BIM Manager – CEO BIM Trainers s.r.l.s.)
  • ore 16:45 Coffee Break
  • ore 17:00 Il processo Scan-to-BIM integrato nel flusso di progettazione e management informativo
    (Dott. Riccardo Tavolare, BIM Manager – Responsabile MAULab del Politecnico di Bari)
  • ore 18:00 Question time e saluti finali

Ai partecipanti iscritti all’Ordine saranno riconosciuti 3CFP.

Registrazione: https://us02web.zoom.us/meeting/register/tZAodOurrjoiH9csbFwV3WdRy5O4coFNFvyI

 

Nuovo Decreto n. 312 sul BIM

E’ stato da poco pubblicato un nuovo decreto che aggiorna il Decreto Baratono (D.M. 560/2017), testo di riferimento nazionale all’adozione della metodologia BIM per gli appalti pubblici.

In questo nuovo testo, si introducono alcune definizioni che vanno meglio a definire le modalità di adozione delle procedure BIM, andando anche a chiarire le modalità di premialità previste per incentivare l’adozione di questa nuova metodologia.

Nel D.M. 560/2017 veniva specificato che le stazioni appaltanti dovevano adempiere preliminarmente alle seguenti attività:

  • Adozione di un piano formativo per il proprio personale coinvolto nelle procedure
  • Adozione di un piano di acquisizione ed organizzazione dell’infrastruttura hardware/software necessaria per la gestione dei processi BIM
  • L’assunzione di un atto organizzativo in cui specificare i processi di monitoraggio e gestione delle varie fasi procedurali in tutte le sue specifiche applicative.

Nel nuovo Decreto viene alleggerito tale requisito allo scopo di incentivare l’adozione sperimentale del BIM nelle pubbliche amministrazioni, prevedendo tale possibilità anche se queste non hanno ancora adottato le condizioni di cui sopra, ma le abbiano previste in una programmazione.

Come sappiamo, l’adozione del BIM ha portato notevoli stravolgimenti all’interno di enti appaltanti e studi professionali, andando spesso a ridefinire dinamiche, procedure e competenze interne. Per agevolare tale processo di adeguamento ed in considerazione anche delle forti limitazioni che il COVID ha portato all’interno dell’intero mercato, il nuovo decreto definisce una riprogrammazione delle date di adozione come segue:

  • 1 gennaio 2022: per le opere di nuova costruzione ed interventi su costruzioni esistenti, fatta eccezione per le opere di ordinaria manutenzione di importo a base di gara pari o superiore a 15 milioni di euro;
  • 1 gennaio 2023: per le opere di nuova costruzione, ed interventi su costruzioni esistenti, fatta eccezione per le opere di ordinaria e straordinaria manutenzione di importo a base di gara pari o superiore alla soglia di cui all’articolo 35 del codice dei contratti pubblici;
  • 1 gennaio 2025: per le opere di nuova costruzione, ed interventi su costruzioni esistenti, fatta eccezione per le opere di ordinaria e straordinaria manutenzione di importo a base di gara pari o superiore a 1 milione di euro.

Come si nota, viene meno la soglia al di sotto del milione di euro, probabilmente in attesa di monitorare l’adozione di queste nuove procedure nel mercato e valutarne i processi attuati.

Un’altra modifica interessante introdotta dal D.M. 312/2021 riguarda la disponibilità del modello informativo dello stato di fatto,  che il Decreto precedente (art. 7) prevedeva dovesse essere incluso all’interno del capitolato informativo e che ora diventa facoltativo, liberando così l’onere di una digitalizzazione del patrimonio edilizio gestito dell’ente appaltante che poteva rallentare la sperimentazione e l’adozione delle nuove procedure.

Per incentivare l’adozione del BIM, questo nuovo decreto introduce anche la possibilità di prevedere delle premialità in fase di aggiudicazione di gara, andando ad identificare quelle offerte che consentano l’integrazione dei modelli all’interno dell’infrastruttura di gestione dell’ente o tali da agevolare la tracciabilità ed il monitoraggio del ciclo di vita dell’opera.

Per approfondire:

Decreto Ministeriale numero 312 del 02/08/2021
Articolo Ingenio-web

Immagine di copertina di Paul Wilkinson

Revit 2022 novità

Come ogni anno in questo periodo arriva la nuova release di Revit che anima gli utilizzatori nella speranza di trovare upgrade che superino i limiti di utilizzo del software di Authoring di casa Autodesk.
Dalle prime news, devo ammettere che quest’anno ci sono alcune interessanti novità che penso possano confortare la stragrande maggioranza dei professionisti BIM.
In attesa di poterle provare in prima persona, ho cercato qui di sintetizzarle, dando risalto a quelle che – ovviamente secondo le mie necessità – risultano le novità più interessanti.

Murature variabili

Iniziamo con quella a cui avevo riposto maggiore aspettative.
Finalmente Revit supporta le murature a stratigrafia variabile, per la modellazione dei paramenti fuori piombo.

Probabilmente, per chi come me utilizza Revit soprattuto in ambito HBIM, ritengo che questa sia la caratteristica di cui si sentiva maggiore necessità e che trovava ripiego in varie e discutibili strategie e workround.
Nella versione 2022 finalmente è possibile aggiungere ad un determinato strato del pacchetto murario la proprietà “variabile” (come succedeva già per i pavimenti e tetti) per compensare l’inclinazione del muro.


In questo modo è possibile, tramite le proprietà di tipo, impostare un’inclinazione indipendente di entrambe le facce della nostra muratura ed ottenere il nostro muro personalizzato.
L’inserimento degli inserti potrà essere allineato ad entrambe le facce.

Load Autodesk Family

Una funzione che si allinea ad altri software di modellazione parametrica è l’accesso migliorato alla libreria di famiglie caricabili che Autodesk ci offre. Al pulsante caratteristico che troviamo nella scheda INSERISCI da cui possiamo caricare i files .RFA, si aggiunge un pulsante che consente di accedere ad una finestra di selezione che ci consente di scorrere e ricercare in modo globale gli elementi che ci interessano, indipendentemente dalla “cartella” in cui risiedono, tramite una navigazione facilitata ed una ricerca testuale.

Integrazione con FormIt

L’integrazione con il software FormIt Pro è stata nativamente supportata in modo bidirezionale, consentendo di esportare una geometria da Revit all’interno del programma di concept, modificarla qui dentro e ritornare con una sorta di switch-back all’interno di Revit, ritrovando ovviamente le geometrie aggiornate ed i relativi materiali.
Altra possibilità che ci viene offerta nella nuova versione di Revit è il supporto del formato axm di FormIt nella finestra di inserimento CAD, supportando in tale operazione il riconoscimento dei materiali e di eventuali layers.
In quest’ultima features troviamo anche il supporto per il formato 3DM di Rhinoceros.

Resta ovviamente da valutare l’aspetto semantico che entrambe le procedure ci consentiranno di mantenere all’interno del nostro progetto BIM.

Condivisione web delle viste

Una caratteristica che si preannuncia molto utile in ambito operativo è la possibilità di condividere tramite il web delle viste 2D del nostro progetto, che potranno così essere automaticamente condivise ed utilizzate come base per delle revisioni da remoto.

Immaginate quindi di dover far revisionare una tavola del vostro progetto; anziché realizzare un PDF e inviarlo via email, con questa funzionalità potremmo caricare automaticamente la nostra vista su un cloud basato su Autodesk viewer e renderla visibile e commentabile dal nostro interlocutore.
Tali revisioni, saranno visualizzabili direttamente all’interno di Revit.

Abachi e computi

Nella parte di report analitico, Revit 2022 ha inserito il supporto della proprietà workset all’interno dei campi di computi e abachi, dandoci così la possibilità di filtrare i nostri report in base a queste proprietà.

Altre interessanti funzionalità che riguardano la reportistica aggiungono scalabilità e facilità di configurazione, agevolando la creazione degli abachi.

Per approfondire: https://blogs.autodesk.com/revit/2021/04/06/whats-new-in-revit-2022/

Come modellare volte e cupole in Revit

Quando parliamo di modellazione di edifici storici in BIM, si genera sempre un po’ di preoccupazione per come modellare le irregolarità morfologiche che contraddistinguono gli stili degli edifici più antichi.
La modellazione BIM e più in generale la modellazione tridimensionale parametrica, impone delle rigidità costruttive che spesso non agevolano la geometrizzazione degli elementi costruttivi di edifici storici. A questo si aggiunge il difficile connubio tra livello di dettaglio geometrico (LOG) e la coerenza semantica indispensabile all’inserimento informativo nel modello.

Alcuni prediligono l’approccio che tende a riprodurre pedissequamente la forma degli elementi tramite l’utilizzo di componenti locali o di mesh ricavate da rilievi laser.
Questa modalità, però, pur consentendo maggiore espressività geometrica, esclude una serie di informazioni attribuibili invece agli elementi di sistema.
Entrando nello specifico, potremmo affermare che il metodo più “corretto” per la modellazione delle volte e delle cupole, dovrebbe prevedere l’utilizzo delle famiglie di sistema (pavimenti, muri, tetti) correttamente configurati anche tramite l’ausilio della loro stratigrafia.
Finché si tratta di volte semplici (come le volte a botte regolari) possiamo utilizzare lo strumento TETTO DA ESTRUSIONE, ma quando abbiamo a che fare con costruzioni più complesse ed articolate, allora ci possiamo scontrare con i limiti dei comandi di generazione offerti da Revit.
Una strategia per aggirare tali limitazioni può prevedere l’utilizzo delle masse locali.

All’interno di Revit le masse locali sono finalizzate prevalentemente allo studio concettuale e volumetrico del progetto, offrendo libertà nella creazione di tale forme e permettendo la conversione delle superfici in tetti, pavimenti e muri.
Sfruttando questa possibilità, possiamo importare come massa locale un file DWG contenente delle superfici 3D che riproducono le superfici delle volte o delle cupole che intendiamo modellare e successivamente, in Revit, associare a tali elementi dei pavimenti, muri o tetti.
Durante l’associazione di questi elementi, possiamo anche definire l’ubicazione rispetto alla superficie dell’intradosso o estradosso del pacchetto stratigrafico.

Per generare questo superfici 3D, possiamo utilizzare qualsiasi programma.
In questo caso, ho voluto individuare un flusso di lavoro partendo da Autocad, perchè software largamente conosciuto ed utilizzato in ambito AEC ed inoltre perché offre comandi CAD che consentono una facile integrazione delle geometrie generative.

Sono diversi i formati che Revit riconosce all’interno del processo di importazione in una massa locale: DWG, DXF, SAT, SKP, 3DM e DGN

Questo approccio, ovviamente, non è privo di limitazioni e criticità.
Ad esempio, stiamo attualmente conducendo delle sperimentazioni per trovare delle modalità di creazione funzionale per i rinfianchi delle volte o, ad esempio, per risolvere alcuni problemi di generazione dei tetti che Revit impone quando le geometrie risultano troppo complesse.

Non va dimenticato, che nell’approccio con metodologia BIM la geometria deve coniugarsi sempre alle necessità informative dettate dalla committenza o dalle finalità progettuali.

Per approfondire tale approccio, ho realizzato dei tutorial in cui costruisco alcune volte e cupole partendo da Autocad fino a Revit. (VEDI TUTORIAL SUL CANALE YOUTUBE )